lunedì 25 ottobre 2010

ITA: Kurdish Info - luglio 2009

KURDISH INFO BOLLETTINO
LUGLIO 2009

INDICE
  • Al terzo Congresso della Società Democratica tenutosi a Diyarbakir, i delegati hanno chiesto Pace e cambiamenti alla Costituzione
  • Turk: Sarebbe meglio che non parlasse Erdogan
  • Turchia, sotto processo 54 sindaci del DTP
  • Denuncia della  Human Right Foundation e della Commissione parlamentare per i diritti umani
  • 250 detenuti e 125 arresti in 5 mesi in Batman
  • In diciannove anni 40 giornalisti ammazzati e chiuse 40 redazioni di giornali
  • Operazioni nella zona di Yüsekova, Beytüşşebap und Lice
  • Francia: arrestati sedici kurdi in quarantotto ore nella città di Nizza
  • UIKI-ONLUS: No agli arresti degli esponenti politici kurdi in Turchia e in EU
  • PÇDK non ammesso alle elezioni
  • Il governo è determinato a costruire la diga, anche se i finanziatori si ritirano

Al terzo Congresso della Società Democratica tenutosi a Diyarbakir, i delegati hanno chiesto Pace e cambiamenti alla Costituzione.
Il Congresso della Società Democratica, tenutosi per due giorni a Diyarbakir, la maggiore città kurda del sud-est della Turchia, si è terminato con una dichiarazione finale. Era il terzo congresso di questo genere che ha visto la partecipazione di 600 delegati, molti dei quali appartenenti ai partiti politici kurdi.
Appello a porre fine alle operazioni
Hatip Dicle, l’ex segretario del Partito Democratico (DEP) e deputato eletto a Diyarbakir per il partito filo-kurdo DTP (Partito della società democratica) ha detto tramite una dichiarazione letta a Kosuvolu Park che il cessate-il-fuoco unilaterale dichiarato dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) è un’opportunità importantissima.  E ha chiamato lo Stato e il Governo a porre immediatamente fine alle operazioni militari.
Almeno 10mila persone hanno preso parte alla Marcia della Pace che si è tenuta prima della dichiarazione, gridando slogan di sostegno a favore di Abdullah Ocalan e ballando le danze popolari. Dicle ha detto che il congresso è stato l’occasione per elaborare una “dettagliata mappa” per un processo di pace.
I delegati del Congresso hanno fatto appello affinché venga stilata una Costituzione civile che elimini ogni discriminazione di lingua, cultura e identità nei confronti dei kurdi e delle altre popolazioni, così come la fine di ogni forma di ostruzionismo alla politica democratica.
Al Congresso ha preso parte Ahmet Turk presidente del DTP, i deputati del partito e i 98 sindaci, il rappresentante siriano Yakup Gabriel, l’ex Ministro Adnan Erkmen, Ahmet Guvener rappresentante della Chiesa protestante di Diyarbakir, Feyzullah Deniz della famiglia dello Shaikh Said, leader dell’importante rivolta kurda del 1925, Kemal Bulbul dell’Unione delle Federazioni Alevite, Ibrahim Biro rappresentante degli yezidi, il fratello di Abdullah Ocalan, il sig. Mehmet Ocalan, ex deputati, accademici, artisti e scrittori.
Non hanno invece partecipato i membri del Partito dei diritti e delle libertà (HAK-PAR) e del Partito della Democrazia Partecipata (KADEP) che era stato invitato.
Serve più coraggio
Parlando all’apertura del Congresso, Ahmet Turk ha detto “Non sono i kurdi ad avere in mano la chiave che risolve il problema” e ha criticato il Governo per la mancanza di “approcci coraggiosi”.
Sottolineando che i kurdi stanno insistendo per una soluzione pacifica della Questione kurda, egli ha anche affermato che i kurdi sono stati trattati come terroristi dall’opinione pubblica nazionale ed internazionale.
Un resoconto con i suggerimenti per una soluzione della questione kurda sarà consegnato al Presidente Abdullah Gül, ai partiti politici e alle NGOs. (BIA  15.06.2009)

Turk: Sarebbe meglio che non parlasse Erdogan
Il Presidente del DTP Ahmet Türk in una riunione del suo gruppo parlamentare si e´ pronunciato sull´attuale situazione politica.  Ha risposto tra l´altro alla dichiarazione del Primo Ministro Erdogan, che all´improvviso ha rinunciato all´incontro con una delegazione del DTP, dopoché l´Esercito turco aveva  subito numerose perdite. “ Noi siamo dalla parte del dialogo” ha affermato Türk,“dov´e´ il Primo Ministro? Si trova sempre nel campo di chi non vuole risolvere le questioni.” Türk ha criticato il governo e ha chiesto passi concreti verso la soluzione della questione. Negli ultimi anni sono cresciute le aspettative ma il governo non mostra un atteggiamento consapevole.
“ Sarebbe forse meglio che non parlasse? Ogni volta che parla dice cose diverse dai fatti.”
Il DTP, più volte nelle scorse settimane aveva ripetuto che le armi devono tacere, e Erdogan ha interpretato questa frase che  “lo Stato deve deporre le armi”, Türk ha spiegato: “ Potrebbe essere questa una richiesta realistica?”  Interpretare in questo modo significa nient´altro che voler rifiutare il dialogo.”
Erdoğan, inoltre ha spiegato che non vi e´ nessuna parte con la quale stabilire un dialogo. La soluzione della questione e´ una questione dello Stato e basta. Il PKK deve deporre le armi senza porre nessuna condizione.  Türk ha così risposto: “Lei stesso ha detto che nel 1995 lo Stato ha commesso degli errori. E allora è lo Stato  una parte del problema. E lei come Primo Ministro ne è coinvolto.  Non si può mettere a tacere questa verità.  IL DTP sta dalla parte della pace e del dialogo.  Siamo pronti ad assumerci i compiti che servono alla pace.  Lei e´li, dove il dialogo si blocca.  Ovunque ci sia qualcosa di non produttivo, lei si fa trovare.”.
Türk si è cosi´espresso sulla rinuncia da parte  di Erdogan ai colloqui con il DTP: “  proprio per questo motivo volevamo parlare con Lei. Perché lei persevera nelle incomprensioni?  Non volevano solamente essere cortesi e stingerle la mano.  Vogliamo esser chiari. Vogliamo che i nostri giovani non muoiano più e che finisca  la guerra.  Per questa ragione abbiamo chiesto un incontro con Lei.  Pare che sia difficile per Lei accettare la nostra proposta di dialogo.  Manca il coraggio e la volontà di parlare con il DTP.  Insistere su questa strada significa escludere una soluzione alla questione.”
Türk ha fatto riferimento al fatto che nel 1993 nonostante scontri e combattimenti intensi vi furono dei colloqui con il governo di allora. “ E da questi colloqui non si videro dei danni, anzi al contrario.  Lo Stato non e´nella condizione di proteggere il Paese dalla crisi. Si alza bandiera bianca, consegnando tutto in mano ai militari. “Il Primo Ministro tace e altre forze si fanno vedere.  Quest´atteggiamento ha causato la morte di 40mila persone.  Dobbiamo perdere ancora altre vite umane?   E´ questa la sua disponibilità per la soluzione della questione? “ ha affermato Türk.
Inoltre, Türk si è pronunciato sulle dichiarazioni del capo di Stato maggiore Başbuğ. Başbuğ  aveva nelle scorse settimane più volte ripetuto che l´Esercito  cercherà e troverà i terroristi e li annienterà., fino all´ultimo terrorista che si trova sulle montagne.
Ahmet Türk ha replicato che quello che va cercato  e´la pace  e che la pace se la  si vuole non e´lontana.  Vi e´ bisogno unicamente della volontà politica. (16.06.2009)

Turchia, sotto processo 54 sindaci del DTP
54 sindaci appartenenti al DTP, Partito della società democratica, saranno processati da un tribunale di Diyarbakir, nel sudest del Paese, per “apologia di un criminale e di reato”. A scriverlo è il quotidiano turco Zaman, secondo cui l’accusa si riferisce a una petizione del 2007 nella quale gli imputati affermavano che Abdullah Ocalan - fondatore del Partito dei lavoratori del Kurdistan in questo periodo imprigionato nell’isola di Imrali - veniva sistematicamente avvelenato dai suoi carcerieri.
I sindaci adesso rischiano pene detentive fino a tre anni. I rischi maggiori li corrono Osman Baydemir, allora sindaco di Diyarbakir, poiché primo firmatario della petizione incriminata. (15.06.2009)

Denuncia della Human Right Foundation e della Commissione parlamentare per i diritti umani
Gli abusi e le violenze commessi dalla polizia turca sono aumentati rispetto al 2007, anno in cui la discrezionalità nell'uso della forza è stata ampliata. Lo denuncia un rapporto di Human Rights Foundation in Turchia. Secondo l'Ong, negli ultimi due anni 13 persone sono morte mentre si trovavano sotto la custodia della polizia, 53 sono state ferite nel corso di scontri armati, e 416 hanno denunciato casi di torture e maltrattamenti. La situazione è peggiorata dopo le proteste della polizia, secondo cui le restrizioni imposte dalla legislazione introdotta nel 2005 per adeguarsi agli standard europei limitavano l'adempimento dei doveri di pubblica sicurezza. La settimana scorsa, la Commissione parlamentare per i diritti umani di Ankara aveva denunciato le violenze commesse nella centrale di polizia di Beyoglu, nel cuore di Istanbul e la sostanziale impunità di cui godono coloro che usano la violenza. (22.06.2009)

250 detenuti e 125 arresti in 5 mesi in Batman
La polizia di Batman ha lavorato veramente duro. In cinque mesi ci sono stati 259 detenuti,inclusi anziani,handicappati,bambini,dirigenti e sindaci del DTP. Gli arresti di 125 di questi sono stati criticati dagli attivisti dei diritti umani.125 attivisti, che hanno mostrato le loro ragioni in modo democratico, sono stati arrestati da Febbraio a Batman. Il responsabile provinciale del DTP di Batman ha criticato la polizia e il sistema giudiziario per non consentire ai cittadini di reagire in modo democratico. Secondo Özcan Erdem,la polizia non tollera nessun tipo di movimento di opposizione nella regione e le attività di intimidazione sfruttano le imperfezioni del sistema giudiziario. (16.06.2009)
Bambini,cittadini,persino persone handicappate,insieme a membri e manager del DTP sono stati arrestati con l'accusa di avere svolto propaganda per un'organizzazione illegale. Ogni tipo di reazione democratica può essere considerata un crimine secondo questo articolo di legge,anche se ci siano o no prove evidenti.
Il sistema democratico non lavora per le opposizioni,specialmente per le opposizioni kurde.Sempre secondo Özcan Erdem, le citate detenzioni sono state tenute in modo arbitrario per minacciare la gente che vuole difendere i propri diritti.Il presidente della sezione dei diritti umani di Batman Osman Künteş,valuta gli ultimi arresti come il prendersi una vendetta per la vittoria del DTP alle ultime elezioni. Inoltre dichiara che il sovraffollamento delle condizioni di prigione non sono appropriate per i detenuti. L'avvocato Mehdi Öztüzün,che era stato uno dei critici,sostiene che la legge e' usata politicamente dal governo in Turchia,in particolar modo a Batman.Ha anche sostenuto interessatamente le persone arrestate generalmente partecipanti alle manifestazioni del DTP. E adesso tutti i partecipanti sono impauriti di essere presi dalla polizia da quando le operazioni stanno aumentando nella regione.

In 19 anni 40 giornalisti ammazzati e chiuse 40 redazioni di giornali
La 12. Sezione della Corte d´Assise del tribunale di Istanbul ha posto il divieto di pubblicazione per due mesi nei confronti del giornale Günlük in base agli articoli 1. e 2. Nonostante che la Turchia si sia trasformata in un cimitero per i giornali, i rappresentanti della stampa indipendente non si lasciano intimorire.  Il giornalismo kurdo, nonostante gli attentati subiti negli ultimi anni, gli assassini e le chiusure di redazioni continua a proseguire il suo lavoro.  Negli ultimi 19 anni la giustizia turca ha chiuso 40 redazioni di giornali e 40 giornalisti sono stati freddamente assassinati. (13.06.2009)

Alcuni esempi:
La prima vittima della repressione è stato il giornale Yeni Ülke ( Terra nuova), il cui ufficio di redazione a Diyarbakir/Amed  ha subito il 20 ottobre del  1990 ad opera della Jihad islamica un attentato terroristico.
Il 30 maggio del 1992 e´uscito  per la prima volta il giornale Özgür Gündem ( giornale libero)  che ha subito una dura repressione.    Sono state pronunciate ben 20 sentenze che ne decretavano la chiusura, i giornalisti condannati complessivamente a 147 anni di detenzione e a 21 bilioni di lire turche di risarcimento.  Le redazioni hanno dovuto subire innumerevoli volte perquisizioni e retate dalle forze di scurezza governative e capi redattori ed impiegati del giornale sono stati assassinati.
La stampa indipendente ha avuto una nuova voce grazie all´uscita del giornale Özgür Ülke (Terra libera). Il 4 dicembre del 1993 vi furono tre attentati con bombe contemporaneamente in tre diverse redazioni del giornale che causarono la morte di Ersin Yıldız e il grave ferimento di altri giornalisti.  Tre giorni prima degli attentati il giornale aveva pubblicato un documento segreto a firma di Tansu Çiller, primo ministro della Turchia nel 1993, nel quale si parlava di eliminazioni e di impedire le pubblicazioni di questa stampa.  Anche Özgür Ülke ha dovuto subire diversi procedimenti penali di chiusura del giornale.

Una corte ha fatto chiudere per 15 giorni il giornale 
Ülkede Özgür Gündem (Giornale libero nel Paese), dopo che il Capo di Stato Maggiore dell´Esercito si era pronunciato contro la libertà di stampa.  Anche il giornale erede Gündem e´diventato  bersaglio dei generali subendo 11 condanne a chiusura del giornale.
Tra il 4 agosto del 2006 e l´8 giugno del 2009 sono stati per ben 61 volte provvisoriamente  chiusi 27 giornali  e bloccate le pagine Internet.  L´unico giornale in lingua kurda Azadiya Welat è stato chiuso per quattro volte.  Il giornale Rojev, che proseguiva la tradizione di Welat  e´ stato anch´esso chiuso il 27 aprile del 2009.

Si protesta da più parti contro la chiusura del giornale.
Günlük. A Smirne ha fatto sentire la loro voce di protesta  con una manifestazione l´IHD, il DTP, il MKM,  il SDP,  il TAY-DER, l´EMEP,  il TZP, l´ÖDP, l´ESP e l´iniziativa delle madri per la pace. Nella conferenza stampa i partecipanti hanno così dichiarato: “ Proprio in una fase nella quale e´all´ordine del giorno la discussione per la soluzione della questione kurda, non si può accettare una chiusura di giornale. 
Il governo turco non vuole risolvere la questione.

Operazioni nella zona di Yüsekova, Beytüşşebap und Lice
Mentre i militari turchi hanno intrapreso nuove operazioni nelle regioni di Yüksekova, Beytüşşebap e Lice, il territorio dei monti Zap viene bersagliato  con colpi di mortaio e di artiglieria.  Secondo fonti delle Forze di Difesa popolare le operazioni dei militari turchi nel distretto di Yüksekova e nei territori di Oramar e Çarçella sono iniziate nelle prime ore del mattino del 12 giugno e proseguono le operazioni militari a Çukurça e nel distretto di Hakkari.
I militari turchi, invece si sono ritirati dai territori intorno a Sirnak, lasciando sul posto solamente delle piccole unità.  All´operazione militare nel distretto di Lice vi prendono parte migliaia di soldati e  vengono utilizzati elicotteri Sikorsky e unità speciali di combattimento. (12.06.2009)

Francia: arrestati 16 kurdi in 48 ore nella città di Nizza
Stato di emergenza a Parigi. Lo stato generale turco, senza nessun fondamento legale, ha dichiarato zone di "sicurezza militare" dal 16 giugno al 16 settembre diverse aree a Hakkari, Elazig e Simak. Ciò comporta, tra l'altro, divieto di accesso. Lo stato generale non ha voluto divulgare informazioni né sulle motivazioni né sulle fondamenta legali. E' quindi aumentato il numero di queste aree dopo di quella di Dersim il 7 maggio per tre mesi e cinque regioni a Hakkari dal 15 marzo al 15 giugno. L'avvocato per i diritti dell'uomo Bans Yildirim di Dersim ha querelato per violazione della costituzione. Nella sua querela egli ha dichiarato che queste zone off-limits violano sia la costituzione turca sia la convenzione europea per i diritti dell'uomo.

UIKI-ONLUS: No agli arresti degli esponenti politici kurdi in Turchia e in EU
Contro il popolo kurdo la Turchia, l'Iran e la Siria stanno mettendo in atto forme di negazione e distruzione della via politica; attraverso le operazioni militari, gli attentati e gli arresti minano le condizioni per una soluzione della questione kurda. Le nostre preoccupazioni si fanno sempre più gravi, soprattutto negli ultimi tempi, dopo le recenti elezioni amministrative in Turchia, in particolare con le operazioni e gli arresti nei confronti del DTP. Il popolo kurdo ha dimostrato democraticamente alle elezioni di non volersi arrendere ed è difficile per lo Stato turco accettare questa situazione.
Anche i kurdi che vivono in Europa si ritrovano di fronte alle stesse politiche applicate dalla Turchia, gli stati europei per decenni hanno messo da parte i diritti democratici del popolo kurdo, e si sono occupati solo dei propri interessi economici e politici. Quello che sta facendo lo Stato turco nei confronti dei rappresentanti del DTP, viene fatto allo stesso modo dagli Stati europei. In questi ultimi giorni due esponenti politici kurdi, l’ex deputato del DEP Remzi Karatal ed Eyup Doru, sono stati prima arrestati, e hanno poi avuti concessi gli arresti domiciliari dal Governo spagnolo, che ha comunque avallato l’ipotesi della loro estradizione in Turchia, purtroppo siamo sicuri che queste procedure continueranno.
Si tratta di una decisione totalmente politica, per lo stesso motivo Remzi Kartal era già stato arrestato in Germania per poi essere rilasciato su ordine del Tribunale. Ovviamente, quest’atteggiamento da parte del Governo spagnolo è per noi inaccettabile. Invece di passare a una fase di risoluzione del problema kurdo, i paesi europei con quest’atteggiamento portano all’allontanamento della soluzione pacifica e, soprattutto, lasciano agli stati coloniali la libertà di infierire nei confronti del popolo kurdo.
In un quadro di diritti universali e leggi europee decisioni di questo tipo non dovrebbero essere prese e non possono essere tollerate. Per questo, consideriamo inaccettabile l'atteggiamento del Governo spagnolo e chiediamo al Governo turco di rivedere immediatamente la decisione nei confronti dei rappresentanti del partito DTP, di concedergli il  diritto alla libertà politica. A questo proposito, facciamo appello affinché l'Unione Europea intraprenda le necessarie iniziative, e che allo stesso tempo per i nostri esponenti politici arrestati in Europa si possano far valere le disposizioni della Convenzione di Ginevra del 1951 sui diritti dei rifugiati, che sono legati allo status che già gli era stato riconosciuto e di cui sono entrambi titolari. A causa della violazione di tali diritti l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dovrebbe intervenire immediatamente. Ugualmente chiediamo di prendere posizione alle organizzazioni per i diritti umani e alla società civile d’Europa.
Gli Stati coloniali, in particolare la Turchia, costringono i kurdi a lasciare il loro paese a causa della pressione, per questo sono costretti a rifugiarsi in Europa, ci appelliamo alle autorità della Spagna ed europee affinché si lavori per una soluzione della questione kurda e si avvii un rapporto di amicizia con il popolo kurdo in tutti i settori e nei diversi modi possibili, per tentare di migliorare questa situazione attraverso le varie forme di espressione che la democrazia ci offre.

PÇDK non ammesso alle elezioni
La commissione elettorale ha dichiarato che la lista El Amal (la speranza) non sarà ammessa alla competizione elettorale perché troppo vicina al PKK.  Non può prendere parte alle elezioni per il Parlamento. Necibe Ömer, il capolista ha dichiarato che dietro di questa scelta vi sono motivi politici e che il PCDK è solamente una parte di questa lista. “a nostra lista è indipendente e ha già preso parte a due competizioni elettorali nel passato e faremo ricorso.“ (18.06.2009)

Il governo è determinato a costruire la diga, anche se i finanziatori si ritirano.
L'"Iniziativa per mantenere Hasankey" in vita" i cui intenti sono di fermare il progetto della diga di ilisu nei campi umanitari e ambientali,e' lieta dei segnali che i finanziatori stranieri del progetto ritireranno il loro sostegno,ma e' ancora preoccupata che il governo turco rimane inflessibile sul completamento della diga. Il progetto della diga di Ilisu, una delle maggiori imprese del Progetto dell'Anatolia del sud-est(Gap),mira a generare energia idroelettrica utilizzando l'acqua del Tigri che scorre attraverso Hasankeyf sulla via per l'Iraq.
Il progetto costringerà decine di migliaia di residenti a de localizzare e cambierà drasticamente il paesaggio dell'area. Almeno i cinquanta percento della città di Hasankeyf,che risale a 12.000 anni fa,verrà sommersa una volta che il progetto verrà realizzato. "L'iniziativa per mantenere Hasankeyf in vita",che include 37 municipalità,un numero organizzazioni della società civile,volontari e sostegno da celebrità come i cantanti Tarkan e Orhan Gencabay cosi 'come intellettuali come il vincitore del premio Nobel per la pace Orhan Pamuk,sperano che i tre finanziatori stranieri del progetto da 1.7 miliardi di dollari- cioè Germania Austria e Svizzera - ritirino il loro supporto dal progetto.
L'Iniziativa ha organizzato a lungo campagne a questo fine. Il governo turco, però, è veramente intenzionato a completare il progetto. Questo è molto evidente dal comunicato del ministro dell'Ambiente e delle Foreste Veysel Erdoglu."Noi aspetteremo sino al 7 luglio ma se non riceveremo nessun prestito, noi continueremo con il progetto usando i nostri stessi mezzi" ha aggiunto accusando l'Iniziativa contro il progetto della diga di ilisu di esagerare il bisogno di finanziatori stranieri. (25.06.2009)

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